La pianta di Canapa

da sempre rappresenta per l’uomo una risorsa naturale e preziosa, coltivata e sfruttata per i suoi molteplici usi e proprietà.

in sintesi ...

La Canapa Sativa o Cannabis Sativa è una pianta molto alta (raggiunge oltre i 3,5 m) con rami più corti della canapa indiana, sviluppatasi maggiormente in aree tropicali (Caraibi, isole della Thailandia).

Con Sativa L si indicano in particolare tutte le varietà di cannabis ibridate e stabilizzate dall’uomo per scopi industriali. Ci sono molte più infiorescenze nella Canapa Sativa che nella Cannabis Indica ma sono meno compatte e resinose. La Canapa Sativa è anche conosciuta per le sue fibre, usate per produrre indumenti e molti altri prodotti dell’industria tessile. E’ stato inoltre recentemente ripreso l’utilizzo delle fibre della Canapa Sativa (derivate dal fusto della pianta) per la produzione della carta. Una singola pianta di Canapa Sativa in condizioni ottimali può arrivare a produrre fino a 0,5 Kg o più di fiori secchi.


Finalmente rivalutata e riconosciuta

Dopo decenni di pregiudizi, le sue proprietà terapeutiche (con alto contenuto di thc) e benefiche (basso contenuto di thc) sono state riconosciute sia a livello istituzionale che mondiale.

 In particolare:

LEGGE 2 dicembre 2016, n. 242 Disposizioni per la promozione della coltivazione e della filiera agroindustriale della canapa. Entrata in vigore del provvedimento: 14/01/2017


dall’Organizzazione mondiale della Sanità come un rimedio valido per alleviare ansia, stress, insonnia, dolori e infiammazioni, utile per chi ricerca benessere in modo naturale (cannabidiol critical report Meeting 4-7 June 2018 (WHO))


legale dalla Suprema Corte di Cassazione Italiana (vedi sentenza n.4920/2019)


Pianta officinale con D.M. del 23.07.2020, pubblicato in Gazzetta Ufficiale in data 19.08.2020, il Ministero dell’Agricoltura ha menzionato la “canapa sativa infiorescenza” destinata ad “usi estrattivi” tra le piante officinali

Rimossa dalla tabella IV degli stupefacenti piu pericolosi del mondo.
02\12\2020 La commissione dell'Onu for Narcotic Drugs che ha sede a Vienna e comprende 53 stati membri a raggiunto con 27 voti favorevoli l'esito per la rimozione della la marijuana dalla lista delle droghe più pericolose del mondo (Convenzione unica sugli stupefacenti, Tabella IV del 1961).



La medicina, la scienza e la Canapa Sativa

I fiori di Cannabis Sativa presentano una bassa concentrazione di THC (e quindi nessun potere drogante), al contrario della canapa indiana, ma buone concentrazioni di Cannabidiolo (CBD).
Le proprietà benefiche della Canapa Sativa si devono alla presenza nel suo fiore del principio attivo CBD (Cannabidiolo) e al bassissimo livello di THC (principio drogante).
La maggior parte delle pubblicazioni scientifiche sugli effetti del cannabinoide CBD sono state condotte quasi esclusivamente nel corso degli ultimi 5 anni e riepilogate nel report pubblicato nel 2018 dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (cannabidiol critical report Meeting 4-7 June 2018 (WHO)).

Da qui nasce l’interesse della ricerca medica e farmacologica sulle proprietà del CBD, riprodotto anche per sintesi ed utilizzato nella cosmetica. La ricerca si è concentrata sui disturbi neurologici e fisiologici, compresi i dolori muscolari.

Il CBD, in concentrazioni diverse, è un rimedio naturale in grado di alleviare dolori, infiammazioni, ansia, stress a cui sono speso connessi i disturbi del sonno. Infatti l’OMS nel report del 2018 riporta:
The range of conditions for which CBD has been assessed is diverse, consistent with its neuroprotective, antiepileptic, hypoxia-ischemia, anxiolytic, antipsychotic, analgesic, anti-inflammatory, anti-asthmatic, and antitumor properties”.

I benefici del cannabidiolo
CBD

Il cannabidiolo è uno dei principi attivi sani della cannabis sativa, utile per il trattamento di molte sindromi psicotiche e per patologie infiammatorie dolorose.


Innanzitutto chiariamo che il CBD non ha effetti psicoattivi, quindi non deve essere confuso con la cannabis consumata per evasioni mentali.
È in grado di sedare gli effetti psicotici di alcuni cannabinoidi come tremori o battiti accelerati. Non solo, agisce come antipsicotico e pare possa essere utile nel trattamento di sindromi bipolari o di schizofrenia. 

Ha dimostrato effetti efficaci anche in casi di disturbo ossessivo compulsivo e disturbo post traumatico da stress.
E' utile nel trattamento di sindromi infiammatorie e dolorose. La cronicizzazione di queste malattie, che consumano l’essere umano sia a livello fisico sia a livello nervoso, richiede l’utilizzo di rimedi che spesso vanno oltre la posologia consentita, perché il dolore generalmente si nutre anche dei farmaci e aumenta sempre la sua soglia di manifestazione.