L'Onu: "Via la cannabis dalla lista delle sostanze stupefacenti"

Svolta per l'uso della marijuana a scopo terapeutico. La Commissione sugli stupefacenti (CND) dell’ONU ha deciso di togliere la cannabis dall’elenco delle sostanze più pericolose, una decisione storica che apre la strada alle nuove ricerche mediche scientifiche su questa sostanza.

La CND ha espresso il proprio parere sulla cannabis, ricollocandola all’interno delle quattro tabelle che classificano piante e derivati psicoattivi, in base alla loro pericolosità.

Da ieri 02 dicembre 2020, la cannabis non si trova più nella IV tabella in cui compaiono gli oppioidi pericolosi e altamente dipendenti, tra cui eroina e cocaina, ma è passata nella tabella I. Ciò significa che rimane soggetta a tutti i livelli di controllo della Convenzione ma, di fatto, visto che non è più considerata uno stupefacente pericoloso, viene spianata la strada alla ricerca scientifica.

Considerando i risultati già ottenuti dagli studi sulla cannabis medica, questa è un’ottima notizia. L’Onu stesso ha riconosciuto il valore terapeutico di questa sostanza, confermato da evidenze scientifiche che hanno mostrato come possa essere utile nel trattamento del morbo di Parkinson, la sclerosi, il cancro, il dolore cronico e altro.

L’Europa (Italia compresa) ha votato in maniera compatta per ottenere questo risultato, contraria alla decisione è stata la sola Ungheria. Il voto della Commissione per gli stupefacenti, che ha sede a Vienna e comprende 53 Stati membri, ha preso in considerazione una serie di raccomandazioni dell’Organizzazione mondiale della sanità sulla riclassificazione della cannabis e dei suoi derivati. L’Oms già dal 2019  ne aveva suggerito la rimozione dalle sostanze pericolose.