Cannabis Sativa L, riconosciuto lo status di pianta officinale

Il decreto Mipaaf del 23 luglio 2020 menziona la "canapa sativa infiorescenza” a usi estrattivi tra le piante officinali assicurabili al mercato agevolato o ai fondi di mutualizzazione 2020

A seguito dell’entrata in vigore del D.Lgs n. 75/2018, il settore canapicolo aveva chiesto a più riprese l’inclusione della cannabis sativa L., in tutte le sue parti, tra le piante officinali quale naturale collocazione di una pianta caratterizzata per le note proprietà benefiche.

Già lo scorso novembre, ad onor del vero, una risoluzione della Commissione Agricoltura aveva impegnato il governo a provvedere in tal senso.

Con D.M. del 23.07.2020 (testo in calce), pubblicato in Gazzetta Ufficiale in data 19.08.2020, il Ministero dell’Agricoltura ha menzionato la “canapa sativa infiorescenza” destinata ad “usi estrattivi” tra le piante officinali stabilendone altresì il prezzo unitario massimo applicabile per la determinazione dei valori assicurabili al mercato agevolato e per l’adesione ai fondi di mutualizzazione nell’anno 2020.

E’ appena il caso di ricordare che la coltivazione e la trasformazione della canapa in questione (cd. canapa industriale proveniente da varietà certificate con tenore di THC inferiori allo 0,2%) era già lecita - in virtù delle precisioni della L. n. 242/2016 - per l’ottenimento dei prodotti elencati dall’art. 2 di tale legge.

La menzione delle infiorescenze di canapa sativa tra le piante officinali produce pertanto l’effetto di far rientrare le medesime, oltre che nella generica disciplina della legge-quadro n. 242/2016, anche nella disciplina di cui al D.Lgs. n 75/2018 il quale costituisce il Testo Unico in materia di piante officinali.

Ne consegue cha la canapa sativa potrà essere coltivata (purché proveniente da varietà certificate con tenore di THC inferiore allo 0,2%) e trasformata non solo per le finalità elencate dall’art. 2 della L. n. 242/2016 (alimenti, cosmetici, semilavorati, materiale per bioedilizia, bioplastiche, florovivaismo), ma anche quale pianta officinale secondo quanto previsto dall’art. 2, c. 4 del D.Lgs. n. 75/2018:

“Il risultato dell’attività di coltivazione o di raccolta delle singole specie di piante officinali può essere impiegato direttamente, oppure essere sottoposto a operazioni di prima trasformazione indispensabili alle esigenze produttive, consistenti nelle attività di lavaggio, defoliazione, cernita, assortimento, mondatura, essiccazione, taglio e selezione, polverizzazione delle erbe secche e ottenimento di olii essenziali da piante fresche direttamente in azienda agricola, nel caso in cui quest’ultima attività necessiti di essere effettuata con piante e parti di piante fresche appena raccolte. È altresì inclusa nella fase di prima trasformazione indispensabile alle esigenze produttive qualsiasi attività volta a stabilizzare e conservare il prodotto destinato alle fasi successive della filiera”

La coltivazione, la raccolta e la prima trasformazione delle piante officinali, sono considerate attività agricole, ai sensi dell’articolo 2135 del codice civile”.

Pertanto sarà consentita non solo la coltivazione, ma anche la prima lavorazione delle infiorescenze, quale attività di tipo agricolo.

In sostanza l’azienda agricola ben potrà sia coltivare (seguendo le GACP) sia eseguire in azienda (oppure anche conferendo a terzi) le prime lavorazioni sopra menzionate sulle infiorescenze di canapa destinate ad uso estrattivo.