Cannabis coltivata in casa, approvato nuovo testo

Approvato alla Camera il testo di un nuovo Ddl che depenalizza la coltivazione domestica rendendola legale, con il limite massimo di 4 piante, se approvata sarà legge!

Non sarà più punita penalmente la coltivazione domestica di cannabis: la Commissione giustizia della Camera dei deputati oggi ha varato il testo base di un Disegno di legge (Ddl) volto a modificare la norma del Testo Unico sugli stupefacenti [1] che finora contempla come reato questa condotta.

Il nuovo Ddl – che se approvato sarà legge in materia – depenalizza la coltivazione di piccole quantità di cannabis, prevedendo espressamente la legalizzazione sia della coltivazione in casa sia dell’uso personale delle sostanze stupefacenti ottenute. Spariscono anche le attuali sanzioni amministrative, come il ritiro della patente per i consumatori di marjuana e degli altri derivati della cannabis. Ci sarà, però, un limite: si potrà coltivare in casa un numero massimo di quattro piante “femmine”.

 Inserite, inoltre, alcune modifiche per quanto riguarda le sanzioni che diminuiscono per i fatti di lieve entità, ma che aumentano nei casi più gravi. Le pene per i reati connessi a traffico e spaccio la pena aumenteranno da 6 a 10 anni di detenzione, in modo da scoraggiare la vendita illegale di cannabis.

L’’annuncio arriva dal primo firmatario e relatore della proposta di legge, il deputato del Movimento Cinque Stelle Mario Perantoni, che afferma: «È un risultato importante, ottenuto sulla scia della giurisprudenza della Corte di Cassazione. La coltivazione in casa di canapa è fondamentale per i malati affetti da gravi malattie che devono farne uso terapeutico, oltre che per combattere lo spaccio e il conseguente sottobosco criminale».

Lo schieramento delle forze politiche su questo tema appare ben definito. Gli schieramenti di destra hanno votato contro il nuovo testo base: Lega, FdI, Coraggio Italia e infine Forza Italia ad eccezione del deputato Elio Vito che ha votato a favore.

La strada verso l’approvazione definitiva della nuova legge però, è ancora lunga: a parte la possibile mancanza dei voti favorevoli necessari, sia alla Camera sia al Senato, bisogna considerare che si apre ora la cosiddetta «fase emendativa», con la discussione parlamentare in Aula, nel corso della quale i partiti potranno apportare modifiche al testo base votato oggi dalla Commissione.